Doveva essere una festa. È stata la festa del Rapid. A Bucarest il Genoa perde 2-0 un'amichevole che lascia poco da salvare, e a fine partita i circa duecento tifosi rossoblù arrivati fino in Romania contestano la squadra. Il commento a caldo parte da lì, dalla fine, perché è da lì che il Genoa deve ripartire.
Il primo tempo è stato equilibrato: il Rapid ha messo in campo qualcosa in più, il Genoa a tratti ha provato a giocare in verticale e qualcosa di interessante si è visto. Poi, sul finire della frazione, il momento peggiore della serata. Colombo esce zoppicando per un problema alla caviglia sinistra.
Non è un dettaglio, con la partita del 10 ottobre alle porte e un morale che da Bucarest torna già basso. Resta anche una domanda sul terreno di gioco: la zona dove Colombo si è fatto male era tutt'altro che verde, e per un'amichevole il rischio che qualcuno si facesse male era troppo alto.
Nella ripresa il Genoa, ancora con la difesa a tre e senza quattordici giocatori della prima squadra, ha fatto fatica a tirare in porta. La prima conclusione è arrivata solo nel secondo tempo. Il portiere del Rapid, Aioani, si è sporcato i guanti un paio di volte, e l'occasione più nitida è arrivata quasi allo scadere, con un sinistro di un classe 2007 che ha sfiorato il palo.
Da salvare c'è poco: i novanta minuti nelle gambe di El Shaarawy e qualche segnale dai ragazzi del vivaio, in campo anche un classe 2009. Non sono le indicazioni che i tifosi aspettavano. La loro reazione, per noi, è legittima.
Fuori dal campo, la notizia della giornata l'ha data il proprietario Dan Șucu: il Genoa cerca nuovi soci. È lì che la società deve guardare, insieme alla salvezza, che resta l'obiettivo di tutti.
Nel player trovate il commento integrale da Bucarest, sette minuti con la formazione e i cambi di ruolo che in questa sintesi abbiamo lasciato fuori. «Questo è il commento a caldo», dice il nostro inviato in chiusura, «anche se qui fa parecchio freddo».